In un mondo sempre più
interdipendente, nel quale si fa fatica a riconoscere e mantenere
identità e sicurezze personali e di gruppo, ma in cui si sono tuttavia
dilatati gli orizzonti della promozione umana, un nuovo concetto di
cittadinanza si impone con urgenza, anzi con una perentorietà forse mai
prima avvertita. Si avverte il bisogno di un'idea che possa
indicare la nuova via verso una coabitazione del pianeta rispettosa e
consapevole del prossimo: un'idea che ponga l'inclusione e non
l'esclusione al suo centro ma che sia anche in grado di dare risposte
concrete al bisogno di minoranza, cioè di differenza che è in ognuno di
noi. Si avverte il bisogno di formare e formarsi nella
dimensione reale, non più soltanto ideale, dell'universale, consapevoli
di dover stare in modo non subalterno nella realtà dei processi di
globalizzazione, interiormente disposti e culturalmente attrezzati a
passare dalla fase conflittuale della multiculturalità a quella
dialogica e cooperativa dell'interculturalità, profondamente motivati a
impegnarsi lungo il cammino dello sviluppo umano solidale in casa
propria e in casa altrui.
In questo momento si ha bisogno soprattutto di contenuti, di
appropriate categorie concettuali, di paradigmi che facilitino la
comprensione del complesso e l'interiorizzazione di valori e metodi
necessari per orientarsi e orientare che ci inseriscano nell'alveo
fecondo della cultura della centralità della persona nella società
(locale, regionale, nazionale, continentale, mondiale, transnazionale),
del civismo di società civile globale, della governabilità globale,
dello sviluppo umano, della pace positiva.
E' necessario attrezzarsi con una cultura di pensiero forte, che
significa anche avere un paradigma valoriale di riferimento, una
bussola assiologica.
A proporcela prima di tutto è ancora la nostra Costituzione, entrata in
vigore il primo gennaio del 1948. L'impianto complessivo della
Costituzione è costruito intorno al riconoscimento di valore e dignità
della persona. Proprio perchè ciascuna persona è un valore, “la
Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia
come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua
personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale”.
Ce la propone la comunità internazionale (innanzitutto ONU, UNESCO,
Consiglio d'Europa) mediante un processo di elaborazione culturale e di
normazione giuridica sopranazionale cui le varie culture del mondo
conferiscono il meglio di sé. Ci riferiamo al sapere universale dei
diritti umani e alla relativa traduzione normativa che ha avuto inizio
con la Carta delle Nazioni Unite del 1945 e che si è sviluppata con la
Dichiarazione universale dei diritti umani del dicembre 1948
e successive convenzioni giuridiche internazionali.
Il paradigma di valori che questi ordinamenti recepiscono si propone
quale bussola non-di-parte per il concetto di cittadinanza
anche dei nostri tempi. La norma costituzionale, la norma dei
diritti umani sono certamente importanti per quello che sono, per ciò
che enunciano e sanciscono, ma lo sono ancora di più per ciò che esse
implicano, operativamente, in termini di nuove istituzioni, programmi,
comportamenti.
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti
alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di
religione, di opinioni politiche , di condizioni personali e sociali”.
Occorre un ampio processo di (nuova) socializzazione politica
che faccia riferimento al paradigma, etico e giuridico, dei diritti
umani, sanciti dalla nostra Costituzione, e alla cultura che vi si
accompagna.
Poiché anche il nostro territorio è interessato al problema
dell'immigrazione, si fanno sempre più frequenti manifestazioni di
insofferenza verso gli stranieri, che sono sempre più presenti con il
loro carico di bisogni, speranze e problemi. L'accoglienza spesso non è
più un valore e anzi viene sostituita dalla diffidenza e ostilità.
Diverse sono le associazioni che nel nostro territorio hanno come punto
di riferimento ideale i valori umani sanciti dalla Costituzione
Italiana e dalla Dichiarazione universale dei Diritti umani.
In questo scenario riteniamo utile riscoprire il senso profondo delle
regole, in accordo e in collaborazione con la scuola.
Ma senza una discussione pubblica sulle ragioni delle regole, la vita
in società non saprebbe proiettarsi verso il futuro, né riuscirebbe a
immaginare forme migliori di convivenza: da qui l'esigenza condivisa di
un ciclo di incontri sui temi indicati.
Il progetto che proponiamo non ha la presunzione di trovare o di dare
nuove conoscenze in questo campo: già altri hanno trattato il problema
con grande spessore culturale, elaborando conoscenze ed individuando
azioni pratiche.
E' nostra intenzione offrire quelle conoscenze e quegli orientamenti
perché diventino una bussola che orienta i cittadini, che si sentono
abitanti del mondo, verso scelte locali consapevoli nel campo
dell'energia, offrendo strumenti di riflessione e materiali sulle
azioni sostenibili per produrla e per non sciuparla
AZIONI